HomeAnconaCronacaAndreea maltrattata e vessata, suicida non per questo: le motivazioni della sentenzaIl giudice su Simone Gresti già condannato per spaccio: “Non può ritenersi provata la prevedibilità del gesto in capo all’imputato”Andreea Rabciuc e Simone GrestiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciJesi (Ancona), 3 luglio 2026 – Non c’è stato il nesso causale tra la condotta maltrattante e il suicidio di Andreea Rabciuc. Simone Gresti l’ha vessata, offesa e maltrattata ma non è stato questo a spingere la 27enne di origine romena a togliersi la vita nel casale abbandonato di Castelplanio, dove è stata trovata ormai deceduta il 20 gennaio del 2024, a quasi due anni dalla scomparsa. Andreea Rabciuc
Le motivazioni della sentenza
Emerge dalle motivazioni della sentenza scritte dal giudice Alberto Pallucchini e uscite in questi giorni dopo la condanna a 4 anni e 6 mesi inflitta il 24 marzo scorso al 47enne di Moie solo per i reati di maltrattamenti in famiglia e spaccio di droga. Nelle 28 pagine il giudice evidenzia come “non vi siano elementi che facciano propendere per la prevedibilità dell’atto suicidario posto in essere da Andreea”. Il pm aveva legato il fatto tragico alla circostanza che la ragazza si era allontanata e le era stato trattenuto il cellulare. “Non può non osservarsi – motiva però il giudice – che non era la prima occasione che Andreea si allontanava da una situazione che non gradiva, senza che vi fossero determinate situazioni estreme”.






