Nel processo ad Ancona per le accuse di istigazione al suicidio e maltrattamenti nei confronti della fidanzata Andreea Rabciuc, 27 anni, di origine romena, scomparsa nel 2022 e poi ritrovata morta in un casolare due anni dopo, i difensori di Simone Gresti, 46enne di Moie (Ancona), hanno chiesto l'assoluzione dell'imputato, a giudizio con rito abbreviato davanti al giudice Alberto Pallucchini.
La richiesta dei legali Gianni Marasca ed Emanuele Giuliani è arrivata questa mattina con le arringhe dei difensori.
Nel giugno scorso, la Procura aveva chiesto una condanna a 7 anni di carcere per Gresti, ritenuto responsabile della morte di Andreea.
La giovane, che viveva a Jesi (Ancona), era scomparsa dalle campagne di Montecarotto (Ancona) all'alba del 12 marzo del 2022, dopo una serata passata in una roulotte con Gresti e altri due amici. Aveva litigato con il 46enne e si era avventurata a piedi e senza cellulare, rimasto nella mani dell'imputato. La 27enne venne ritrovata morta in un casolare abbandonato quasi due anni dopo, a pochi chilometri da dove si erano perse le sue tracce. Si era tolta la vita impiccandosi a una trave: la ragazza aveva lasciato scritto un messaggio su una tavola di legno proprio rivolto al fidanzato: "Simone, ragazzo a cui vorrò bene per sempre, ha sempre saputo imporsi, se mi lasciava il cellulare avrei chiamato mamma". La sentenza è prevista per il 24 marzo.






