La sera prima del grande concerto da 250mila persone a Tor Vergata, il cantautore romano ha aperto la prova generale a tutte le persone con disabilità che ne hanno fatto richiesta. «L'emozione nei vostri occhi è qualcosa che non potremo mai dimenticare»

Sabato 4 luglio 2026, 250mila persone si riverseranno sulla Spianata dell’Università di Roma Tor Vergata per il concerto evento di Ultimo, La Favola per Sempre. Un numero enorme, una logistica mastodontica, una giornata destinata a restare nella storia. La sera prima 1.500 persone con disabilità sono state invitate da Ultimo ad assistere alla prova generale. Gratuitamente, in un ambiente controllato e sicuro. Un gesto raro in Italia, dove l’accessibilità ai grandi eventi è ancora troppo spesso un problema irrisolto.

Il profilo ufficiale di Ultimo Records ha pubblicato un video con i momenti di quella serata. «L’emozione nei vostri occhi è qualcosa che non potremo mai dimenticare. Per questo faremo di tutto per far sì che quella di ieri non sia stata “solo” una prima volta, ma la prima di molte altre. È una promessa».

Perché i grandi concerti sono spesso inaccessibili a persone con disabilità

Un evento da 250mila persone in piedi, sotto il sole estivo romano, con ore di attesa e folla compatta, è fisicamente proibitivo per molte persone con disabilità. Le barriere sono concrete e multiple. Fisiche, logistiche e assistenziali. Il problema non è solo pratico, è anche legislativo. In Italia l’accessibilità nei luoghi di intrattenimento è regolata dal D.M. 236 del 1989 — una legge di quasi quarant’anni fa. Il decreto impone di riservare almeno due posti per persone con ridotta capacità motoria e due spazi per sedie a rotelle ogni 400 posti. Una quota minima che nella pratica diventa un tetto massimo e che è del tutto inadeguata per eventi da centinaia di migliaia di persone.