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Foto “Archivio Aldo Pintaldi”
Dopo anni di assenza, la rassegna cinematografica internazionale di Messina torna a vivere. Fondata nel 1955, tra le più antiche manifestazioni cinematografiche italiane e la più longeva della Sicilia, la storica rassegna si svolgerà dal 26 luglio al 1° agosto 2026, riportando la città al centro del panorama culturale del Mediterraneo.Promossa da 8 Road Film e dall'Associazione Culturale ARB, con il sostegno del Comune di Messina e della Fondazione Messina per la Cultura, la manifestazione punta a coniugare memoria e innovazione, proponendosi come luogo d'incontro tra autori, professionisti del settore, studenti e pubblico.L'edizione della rinascita si aprirà con la partecipazione del regista polacco candidato all'Oscar Jan Komasa e con una videointervista esclusiva al produttore Vittorio Cecchi Gori, protagonista di un racconto dedicato alla sua carriera e al legame tra la storica rassegna messinese e Il Postino, il film girato in parte nelle Eolie e premiato con tre Oscar.
Il programma prevede cinque lungometraggi in concorso provenienti da importanti festival internazionali, un concorso riservato ai cortometraggi italiani e una serie di incontri con protagonisti del cinema contemporaneo. Tra gli ospiti figurano anche la regista Roberta Torre, l'attore e regista Ninni Bruschetta, lo scenografo Marco Dentici e l'attore Giuseppe De Domenico.Tra gli eventi speciali è prevista la proiezione del documentario Rossellini. Più di una vita, vincitore del David di Donatello 2026, in omaggio al grande maestro del Neorealismo e al suo legame con il territorio messinese.La rassegna dedicherà inoltre due focus internazionali, uno sulla Palestina, in collaborazione con il Nazra Palestine Short Film Festival, e uno sull'Iran, coinvolgendo la comunità degli studenti iraniani presenti a Messina, con l'obiettivo di promuovere il dialogo attraverso il linguaggio del cinema.Ampio spazio sarà riservato anche alla formazione, con due masterclass rivolte agli studenti del DAMS dedicate alle serie televisive e al rapporto tra cinema e diritti delle donne.








