È morto improvvisamente a 55 anni, stroncato da un infarto, Anubi D'Avossa Lussurgiu. Aveva attraversato oltre trent'anni di movimenti, conflitti politici e battaglie sociali, lasciando un segno profondo in chi lo aveva conosciuto e condiviso con lui un pezzo di strada.
Dalla stagione della Pantera alle mobilitazioni dei Disobbedienti, dalle giornate del G8 di Genova del 2001 all'esperienza dei Social Forum, Anubi è stato una presenza costante della sinistra di movimento, vicina ai centri sociali. Ha scritto per Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista, ed è stato tra i portavoce dei Disobbedienti romani, vivendo la politica come impegno quotidiano e ricerca collettiva. Venne accusato di aver partecipato al fallito attentato dinamitardo contro la sede della Confindustria nel 1992, fu assolto tre anni dopo.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio. “Non riesco nemmeno a scrivere due parole perché ho il cuore spezzato”, il ricordo sui social di Nicola Fratoianni, leader di Avs, che ha postato una foto di Anubi al G8 di Genova del 2001.
C’è poi il ricordo dell’ex parlamentare di Rifondazione, Gennaro Migliore, “Quando ti ho conosciuto, durante la Pantera all’università, ho capito che di fronte a me c’era un rivoluzionario. Non hai mai smesso di esserlo, con la vita immersa nelle lotte e il pensiero vagante tra mille scoperte intellettuali. Abbiamo vissuto tanto insieme e per troppo tempo ci siam persi di vista. Scrivere di te che non ci sei più è un fardello grave, fatto di ricordi felici, emozionanti e di rimpianti dolorosi. Ti hanno voluto bene in tanti, carissimo Anubi, te ne ho voluto sempre tanto anche io”.







