L'11 e il 12 luglio l'attore e regista Abel Ferrara, cantore cinematografico di colpe e redenzioni, darà voce alle poesie di Gabriele Tinti nei Sacri Monti di Varallo, Orta, Domodossola e Ghiffa, patrimonio UNESCO. Quattro letture in due giorni, tra le cappelle della Passione, le stimmate di san Francesco, il compianto sul Cristo morto e la Trinità eucaristica. Un pellegrinaggio poetico nato per gli 800 anni dalla morte del santo di Assisi, dove la parola incontra statue, affreschi e paesaggio. E li riporta in vita
C'è un filo, rosso come il sangue e come certe albe sul Bronx, che cuce insieme l'intero cinema di Abel Ferrara: la colpa, la caduta, la domanda disperata di redenzione. Dal poliziotto in ginocchio davanti al Cristo de Il cattivo tenente al frate tormentato di Padre Pio (con uno Shia LaBeouf in saio e in odore di conversione), passando per Mary, per i vampiri metafisici di The Addiction e per i gangster dolenti e feroci di Fratelli, il regista newyorkese, romano d'adozione da ormai parecchi anni, non ha mai smesso di interrogare il crocifisso. Sicché la notizia possiede una sua perfetta, quasi commovente coerenza: sabato 11 e domenica 12 luglio Ferrara salirà i Sacri Monti del Piemonte per prestare la sua voce, scavata e inconfondibile, alle poesie di Gabriele Tinti dedicate alla Passione di Cristo e alla vita di san Francesco. Quattro tappe in due giorni, quattro siti patrimonio UNESCO, un unico pellegrinaggio: Varallo, Orta, Domodossola, Ghiffa.











