Nella giornata conclusiva dell’Ecoforum di Legambiente, La nuova ecologia e Kyoto club – che ha chiuso ieri i battenti a Roma – sono stati protagonisti i nuovi dati sui Comuni “ricicloni” e quelli dell’Osservatorio appalti verdi, parzialmente in contrasto tra loro.

La 33esima edizione dei Comuni “ricicloni” (che sarebbe meglio chiamare “differenzioni”) mostra che nel 2026 tornano a crescere i Comuni in grado di mantenere superare il 65% di raccolta differenziata e mantenere la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno; salgono a quota 675 (contro i 663 del 2025) su un totale di 7.894 Comuni italiani. A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto per numero di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73).

Anche la Toscana centrale è sempre più virtuosa dal punto di vista ambientale. Nei territori serviti dalla multiutility a capitale interamente pubblico Plures Alia i Comuni “ricicloni”, salgono dai 13 censiti lo scorso anno agli attuali 22. I nuovi Comuni entrati nella classifica di merito del Cigno verde sono Montale, Pieve a Nievole, Buggiano, Rignano sull’Arno, Rufina, Poggio a Caiano, Uzzano, Dicomano, Quarrata e Carmignano e sono gli unici nuovi ingressi nel complesso della Toscana (al contempo, quest’anno non figura nella classifica del concorso a partecipazione volontaria il comune di Castelfiorentino).