En garde avec Lagarde, dicono nei corridoi della sede della Bce a Francoforte. Quella che sembrava un’ illazione si starebbe invece per concretizzare, avallata dalla stessa protagonista, l’esponente politica e avvocata francese che dal 2019 presiede l’Istituto centrale di credito europeo. L’analisi di Gianfranco D’Anna

La Presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato, in un’intervista al quotidiano economico finanziario francese Les Echos, di non escludere la possibilità di lasciare Eurotower prima della scadenza del suo mandato, nell’ottobre 2027, per far sentire “una voce europea” nel dibattito presidenziale francese. Una conferma di quanto, a febbraio, aveva anticipato il Financial Times. Da allora, nonostante la smentita della diretta interessata, i rumors a Bruxelles e Francoforte non hanno mai smesso di bisbigliare: “Sente il richiamo dell’Eliseo e non solo”.

Alle prossime presidenziali francesi, macroniani e i partiti di centrosinistra rischiano infatti di essere battuti dalla destra del Rassemblement Nationale. Ma le ambizioni della attuale Presidente della Bce riguardano anche altro. L’addio anticipato di Lagarde innescherebbe, a livello politico, un effetto domino nell’Unione Europea, dove a gennaio prossimo ci sarà il cosiddetto midterm, il giro di boa per i Top jobs comunitari. Già nelle settimane scorse, a Bruxelles, c’era chi non escludeva una girandola che avrebbe del clamoroso, con Lagarde al vertice della Commissione e la Bce guidata da un tedesco. Si tratta, va sottolineato, di boatos ed indiscrezioni, spesso alimentate dal chiacchiericcio della cosiddetta bolla brussellese. In ogni caso, l’eventuale addio anticipato di Lagarde darebbe il là ad una successione mai così delicata, in un periodo in cui l’Ue e l’euro soffrono gli sbalzi dell’inflazione e le pesanti conseguenze delle guerra in Ucraina e Medio Oriente.