L'assemblea di Confindustria guarda al futuro, le sfide dei prossimi 50 anni
Genova - La figura dello storico imprenditore Angelo Costa, «un grande italiano di Genova, che ci ha dato la possibilità di parlare di competitività, di valore perché lui ha iniziato a farlo cinquant’anni fa», come lo ha ricordato il Ceo e amministratore delegato di Costa Crociere Mario Zanetti, è stata il cuore dell’assemblea pubblica di Confindustria Genova, svolta a bordo della nave Costa Toscana. E proprio partendo dalla sua figura, l’assemblea ha rivolto lo sguardo ai prossimi cinquant’anni, nei quali uno dei temi principali sarà «l’Ets, uno dei problemi che sta più penalizzando e che dobbiamo risolvere velocemente» avvisa il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. L’Ets, Emissions Trading System, è il sistema di scambio delle emissioni di CO2, anidride carbonica. Le istituzioni fissano un tetto di emissioni: questa quantità viene suddivisa in quote di emissione per ogni impresa che emette CO2, che ottiene quindi un proprio tetto: le aziende che restano al di sotto della propria soglia, possono vendere la loro eccedenza ad altre. L’Ets ha anche riflessi diretti sull’economia del mare, come si evince dalle tre priorità per il futuro indicate da Mario Zanetti, che oltre ai ruoli in Costa Crociere è anche delegato del presidente di Confindustria per l’Economia del Mare: «Bisogna lavorare sull’evoluzione delle flotte, supportare la transizione: l’80% delle navi in costruzione sono già pronte per carburanti alternativi. Lavorare sulle flotte vuol dire supportare questa transizione ma anche gli investimenti che gli armatori fanno: non c’è la quantità necessaria di carburanti alternativi e hanno prezzi fuori mercato, quattro volte quelli dei carburanti tradizionali». Le altre priorità sono «continuare a lavorare sulle infrastrutture e i porti, snodi fondamentali per l’economia del mare, guardando verso il mare ma anche dal mare verso la terra», e «le persone e le competenze. Avremo nei prossimi anni la necessità di oltre 175.000 addetti all’economia del mare: dobbiamo trovarli e formarli, le sfide che abbiamo davanti richiedono persone competenti e formate». Secondo il presidente Orsini, i temi del futuro saranno «l’energia, che colpisce tutta l’industria per essere competitivi» e «la Cina, che sta portando prodotti in Europa a un costo basso, sostenuto dallo stato cinese. Serve che l’Europa faccia la sua parte: sta facendo da arbitro tra due continenti, Usa e Cina, stiamo producendo regole e non prodotti. Nonostante l’Italia stia crescendo bene come produzione con un 3,3% di esportazioni in più». «Si deve parlare dei prossimi cinquant’anni per portare avanti non solo le alternative ma le linee di indirizzo - spiega il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci - Siamo in un momento di grandissimi cambiamenti, che sono grandi opportunità per chi li sa cogliere e una disgrazia per chi sta fermo, e fa muro davanti alle cose nuove. Bisogna parlare di come affrontare e guidare i cambiamenti: chi lo guida ottiene i maggiori benefici». «Genova è stata una città industriale per decenni e poi ha subito la de industrializzazione, che ha investito tutto il Paese - conclude la sindaca, Silvia Salis - Sono anni di grande transizione: l’arrivo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, il grande sviluppo delle infrastrutture. Un grande momento di cambiamento che deve collocare Genova al giusto posto nel panorama europeo e mondiale». «Probabilmente l’Ets marittimo verrà rallentato, è una buona notizia - ha detto alla platea Antonio Gozzi, proprietario e presidente di Duferco e special advisor di Confindustria con delega all’Autonomia strategica europea e alla competitività - Green deal ed Ets rischiano di essere la tomba dell’Unione Europea, sono stati persi milioni di posti di lavoro».









