La Fraternità di Ecône posta su X l’immagine del cardinale Ratcliffe che benedice una coppia di omosessuali: nella Chiesa tolleranza a senso unicodi Caterina Maniacivenerdì 3 luglio 20263' di letturaI vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay (rispettivamente consacrante principale e co-consacrante) e i vescovi neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica per aver compiuto «un atto di natura scismatica», ossia la «consacrazione episcopale di quattro presbiteri, senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice». Lo proclama il decreto firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il giorno dopo la fastosa cerimonia celebrata ad Écône, in Svizzera, mercoledì scorso. Scomunica inevitabile ma, nello stesso tempo, accompagnata da indicazioni precise su come tornare in seno alla Chiesa. Il decreto infatti chiarisce quali conseguenze produce, sul piano sacramentale e pastorale, la nuova e ancor più complicata situazione della Fraternità San Pio X. Sul versante dei fedeli, non viene scomunicato chi partecipa occasionalmente a una messa lefebvriana per ragioni di devozione, di consuetudine o di legami familiari. La scomunica riguarda invece chi aderisce formalmente, consapevolmente, allo scisma, condividendone in pienezza il rifiuto della comunione ecclesiale.Rivolta contro la Chiesa accusata di modernismoAltro che messa in latino. All’inizio fu monsignor Marcel Lefebvre, vescovo francese già missionario in Afr...SACRAMENTI NON VALIDI