Il Vaticano ha dichiarato la scomunica "latae sententiae" per i vertici della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Il provvedimento formale, sancito in un decreto firmato dal cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha colpito direttamente i vescovi consacranti Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, insieme ai quattro neo-consacrati Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier. La sanzione è scattata "ipso facto" in seguito alla consacrazione episcopale avvenuta senza il necessario mandato pontificio e contro l'espressa volontà del Papa, configurandosi a tutti gli effetti per la Chiesa come un grave atto di natura scismatica.

A commentare il perdurare e l'aggravarsi della rottura con la fazione tradizionalista è intervenuto l'arcivescovo Georg Gänswein, per vent'anni segretario particolare di Joseph Ratzinger. In un'intervista concessa al Corriere della Sera, Gänswein ha ricordato il coraggioso tentativo di riconciliazione operato da Benedetto XVI nel 2009. In quell'occasione, il pontefice decise di rimettere la precedente scomunica ai vescovi lefebvriani, tendendo loro la mano "come un padre che cerca di creare pace". Quell'offerta, tuttavia, non fu mai accolta a causa del prevalere di una frangia radicale all'interno della Fraternità. Esprimendo profonda delusione per un allontanamento che oggi appare ancora più duro e incomprensibile, l'arcivescovo ha condiviso l'analisi del cardinale Müller, arrivando a paragonare l'atteggiamento dei lefebvriani a quello dei protestanti di cinque secoli fa.