di
Roberto Pezzali
Fa discutere la comunicazione sui social della Commissione Europa che prova a convincere i cittadini che il dazio di tre euro sulle spedizioni verrà pagato dalle piattaforme. Come dire che le accise le pagano i benzinai.
Da tre giorni ogni pacco proveniente da paesi extra-UE del valore inferiore ai 150 euro è soggetto al nuovo dazio dell'Unione Europea. In questi giorni la Commissione Europea, per far capire che il dazio è pensato per proteggere i consumatori e per aumentare la competitività del mercato interno strozzato dai prezzi bassissimi degli e-commerce cinesi, sta pubblicando sui social una serie di messaggi dove, rivolta all'utente finale, dice "No, non pagherai il dazio temporaneo di €3, saranno le piattaforme a pagarlo per te". Precisiamo subito che il dazio viene riferito temporaneo perché dal 2028 entrerà in vigore un sistema più strutturato europeo, non perché verrà tolto.
La realtà, come sempre, è ben diversa e sarebbe come dire che le accise sulla benzina le paga il benzinaio e non le pagano gli utenti finali. È vero, non pagherà direttamente l'utente quando riceverà il pacco ma pagherà la piattaforma che non potrà fare altro che riversare quel dazio sull'utente finale aumentando il prezzo dei prodotti. Come è già successo, perché basta fare un salto su Temu, Shein, Aliexpress e sui principali marketplace cinesi per rendersi conto che ormai non esistono quasi più prodotti che costano meno di 4 euro e chi ha comprato prodotti il mese scorso, basta un piccolo confronto, si renderà conto che qualcosa che ha pagato 0,99 euro ora costa più di 4 euro.











