Ormai sembrano non esserci più dubbi: La Tortuga, ovvero la società che gestisce una grande porzione del porticciolo di Ognina, dovrà eliminare le strutture poste nell’area della nuova concessione demaniale che è stata oggetto di un lungo e complesso iter davanti ai tribunali amministrativi. Il 26 giugno infatti l’assessorato regionale al Territorio e Ambiente ha confermato che non c’è più spazio per acquisire un nuovo parere dalla Soprintendenza ai Beni culturali, come richiesto in una precedente nota del 16 giugno.
Si procederà quindi per come stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana ormai oltre un mese fa: in quella sentenza si parlava di un difetto di motivazione da parte della Soprintendenza, da qui la richiesta di integrarla da parte della Regione. Ma la nuova decisione riporta il tutto nel quadro di una più ampia valutazione, attualmente in corso da parte della stessa Soprintendenza, circa l’eventuale apposizione di un vincolo paesaggistico per il porto che si fa risalire all’epoca pre-romana, ovvero all’VIII secolo avanti Cristo. Sarà una valutazione da fare entro 120 giorni per il “Porto Ulisse” e, qualunque sarà la decisione finale - vincolo, vincolo parziale o nessuno - la procedura che portò nel 2023 la Regione a concedere a La Tortuga l’estensione della concessione con un sostanziale raddoppio dei posti barca - da circa 60 attuali a 120 - dovrà essere rifatta da zero.







