La sconfitta con il Paraguay ai rigori non poteva non lasciare conseguenze. Il terzo fallimento Mondiale consecutivo per la Germania non poteva non mietere la più ovvia delle vittime: il ct Julian Nagelsmann. Vittima di un pressing esterno e interno feroce, che lo ha indotto all’inevitabile passo indietro.
Nagelsmann lascia la Germania: fatale il Paraguay
Nagelsmann ha deciso di dimettersi. ha resistito tre giorni, al quarto ha ceduto: addio Germania. Perché la sua avventura Mondiale era osservata con attenzione fin dalle convocazioni, dopo l’esclusione del gioiello del Dortmund Adeyemi in favore di Sané, emigrato alla periferia del calcio di vertice, al Galatasaray. Nagelsmann lo ha schierato ostinatamente in tutte le partite, ha prima ostracizzato Undav nonostante fossero suoi i gol che avevano permesso ai tedeschi di vincere il girone, poi lo ha tolto nel momento più delicato contro il Paraguay. Scelte molto discusse e ancor più criticare in patria. L’eliminazione ha convinto anche la federazione tedesca a presentargli il conto: “Non può non avere conseguenze”, aveva detto Bernd Neuendorf, presidente della federazione.
Dopo l’addio di Nagelsmann, manca davvero poco per coronare il desiderio di tutti, in Germania. Lo sbarco di Jurgen Klopp sulla panchina della Mannschaft. L’amatissimo ex allenatore del Liverpool ha già dato il suo benestare, anzi: ha aperto totalmente all’ipotesi. D’altronde, arrivare alla guida della Nazionale era dichiaratamente il suo desiderio. Il problema, però, è il contratto che lo lega alla Red Bull, per cui è coordinatore delle attività calcistiche del gruppo e delle sue squadre: dal Lipsia al Salisburgo, dal Bragantino in Brasile alla franchigia di New York. In Germania sostengono potrebbe essere inserita una clausola liberatoria nel suo contratto, ma su questo aspetto non esistono certezze. E il timore è che il marchio di energy drink possa bloccare il matrimonio più desiderato di Germania tra il tecnico e la nazionale tedesca.










