Il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva intenzione di annunciare nuovi e significativi tagli alla presenza militare americana in Europa durante la riunione dei vertici militare dela Nato dello scorso mese a Bruxelles, ma il piano è stato fermato dai più alti funzionari dell'amministrazione del presidente Donald Trump, in particolare dal segretario di Stato Marco Rubio. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti informate.
Al posto dell'annuncio dei tagli, Hegseth ha comunicato l'avvio di una revisione della postura delle forze statunitensi in Europa, un processo che potrebbe durare fino a sei mesi. L'episodio, secondo il quotidiano, evidenzia come all'interno dell'amministrazione Trump non sia ancora stata raggiunta una posizione condivisa sull'entità e sui tempi di un eventuale ridimensionamento della presenza militare americana nel continente, tema che continua a suscitare preoccupazioni tra gli alleati della Nato e al Congresso degli Stati Uniti. Il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato che Hegseth «ha voluto assicurarsi che il suo messaggio fosse allineato agli obiettivi e all'agenda del presidente e non intendesse limitare il margine decisionale del presidente». Le ipotesi di ulteriori ritiri di truppe hanno però suscitato forti preoccupazioni tra gli Alleati e nel Congresso americano, sia tra democratici sia tra repubblicani, che temono un indebolimento della deterrenza nei confronti della Russia. Per questo, spiega il Wsj, alcuni parlamentari stanno cercando di limitare per legge la possibilità di ridurre il contingente statunitense in Europa senza una preventiva valutazione militare.












