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Nei giorni scorsi il ministro della difesa Guido Crosetto si è dovuto giustificare per 500 voli tecnico-logistici americani, nel totale rispetto di accordi e trattati con il nostro principale alleato, gli Stati Uniti, che da 80 anni contribuisce alla nostra difesa e al quale dobbiamo in gran parte la liberazione dal nazifascismo. Il colmo è che ha dovuto farlo rispondendo alle polemiche strumentali di una opposizione che tra i suoi leader vede un ex premier, Giuseppe Conte, che nei suoi anni a Palazzo Chigi ha spalancato portoni e steso tappeti rossi alle potenze autoritarie, Russia e Cina. Erano i giorni dell'emergenza Covid, ricordate? Sembra trascorsa un’era, ma stiamo parlando dell’altro ieri.

Come faceva Conte a non sapere? Intelligence e poteri emergenziali: tutto passava da lui

Marzo 2020, una colonna di una ventina di mezzi militari russi, con a bordo un centinaio di soldati, percorre da sud a nord la nostra autostrada deserta alla volta di Bergamo, per una missione la cui natura non è mai stata del tutto chiarita. Ufficialmente sanitaria, certo, ma troppi gli interrogativi senza risposta. Nessuna particolare capacità medica ed epidemiologica di cui l'Italia non disponesse. Al comando, Sergey Kikot, vice del generale Kirillov, all'epoca responsabile delle armi biologiche russe. Per quanto ne sappiamo, nacque da una telefonata tra Putin e Conte, ma per iniziativa di chi? E come mai Mosca ci teneva così tanto a inviare il suo esercito proprio in un Paese Nato? Nella migliore delle ipotesi, una operazione di influenza politica, di propaganda. Ma non si può escludere una missione di intelligence militare, spionaggio vero e proprio. Dalla Russia alla Cina. Oggi è calato il silenzio sull'origine del Covid, ma vi ricordate le reazioni quando qualcuno metteva in discussione la tesi dell'origine naturale, venduta da subito come dogma indiscutibile, ipotizzando invece una manipolazione sfuggita dal laboratorio di Wuhan? Guai a parlare di "China Virus". Il ritardo delle autorità cinesi nel dare l'allarme, la totale mancanza di trasparenza sull'origine del virus, tutto perdonato, anzi insabbiato, pur di mantenere buoni rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. E per di più, abbiamo premiato Pechino facendoci inondare di mascherine e altri dispositivi sanitari cinesi poi risultati inadeguati, spazzatura.