Anna La Rosa si sposa. Lo racconta al Corriere della Sera, quasi sorpresa che la notizia sia già circolata: “Sì. Come l’avete scoperto? Ho fatto le pubblicazioni però non si doveva sapere”. Il matrimonio sarà con Paolo Prisco, manager tra Zurigo, Francoforte e Roma, sette anni più giovane di lei. Stanno insieme da nove anni, la proposta è arrivata a gennaio. “Una data precisa ancora non c’è, credo subito dopo l’estate”, dice la giornalista, che immagina le nozze a Roma o a Gerace, in Calabria, il suo “posto del cuore”. Più che il matrimonio, però, a preoccuparla è la vita quotidiana a due. “Il vero grande passo però sarà la convivenza, non ci sono più abituata”, confessa.
L’intervista diventa poi un viaggio nella politica italiana. La Rosa ricorda gli anni di TeleCamere, il salotto politico che guidò dal 1994 al 2014, e rivendica l’intuizione: “Ebbi l’idea di raccontare agli italiani chi erano questi nuovi protagonisti. Prima la politica al massimo occupava tre minuti dentro al tg o le noiose tribune elettorali”. E non ha mai amato il paragone con Bruno Vespa: “Detestavo essere definita la Vespa in gonnella. Oltretutto Bruno è arrivato 4 o 5 anni dopo di me”.
Tra gli episodi più vividi c’è quello con Giulio Andreotti, nei giorni in cui era appena uscita la notizia del presunto bacio a Riina. “Un giorno, in Transatlantico, lui che non dava volentieri nemmeno la mano, mi prese per un braccio e scherzò: ‘Oggi voglio baciare te’. E mi sfiorò la guancia, davanti a Nicola Mancino”.










