Botta e risposta tra governo e assicurazioni sull'ammontare del debito pubblico in pancia alle compagnie si fa serrato. Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha sollecitato le aziende assicuratrici ad acquistare più Btp, sostenendo che la stabilità finanziaria «deve essere un patrimonio condiviso».Le assicurazioni «vanno molto bene anche perché l'Italia sta meglio», ha spiegato il Mef, sottolineando il calo dello spread e il miglioramento del rating sovrano del Paese. Per poi aggiungere: «A fronte del minore rischio-paese, gli investimenti in titoli di Stato italiani da parte delle vostre imprese sono ulteriormente scesi nel 2025, sia in percentuale sia in valore assoluto». Poco prima, il presidente dell'Ania, Giovanni Liverani, dal palco dell'assemblea dell'associazione che delibera il mondo delle compagnie, aveva avuto da ridere sui contributi che il settore ha dovuto fornire negli ultimi anni, chiamato, insieme alle banche, al finanziamento della legge di Bilancio.
LE TASE « Vorrei che non ci ritrovassimo anche quest'anno, a ottobre, a parlare di tassazioni retroattive, prelievi anomali e contributi straordinari», ha sottolineato Liverani, trovando sponda nel ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «contrario ai prelievi forzosi» e fautore del dialogo per coinvolgere le aziende nelle scelte. Per il presidente dell'Ania, il rischio di nuovi prelievi è quello di «ridurre drasticamente» la capacità delle assicurazioni di contribuire al Paese e «indebolire il ruolo di grandi acquirenti e custodi di debito pubblico».L'Ania rivendica, infatti, i 235 miliardi investiti in titoli di Stato italiani, che pesano per circa il 22% degli investimenti complessivi delle compagnie italiane. «Usateci per quello che siamo: una leva potentissima per rafforzare l'Italia attraverso la protezione dai rischi di ogni tipo e il risparmio previdenziale», ha ribadito Liverani, mentre in Via XX Settembre si evidenzia come la riduzione dei Btp protetti dalle assicurazioni «si contrapponga all'interesse crescente che abbiamo registrato nello stesso periodo sia da parte del mercato retail, sia dagli investitori esteri». Questi ultimi detengono, infatti, circa un terzo del debito.Sullo sfondo ci sono anche altre considerazioni. A inizio giugno, l'Ivass e l'Eiopa (l'autorità europea sul settore) hanno chiesto alle assicurazioni più grandi di verificare quale potrebbe essere l'impatto degli investimenti in titoli di Stato europei, come i Btp, se questi non fossero più considerati a rischio zero. Una semplice verifica, senza nessuna indicazione operativa.E proprio il presidente dell'Ivass, Paolo Angelini, intervenuto all'assemblea dell'Ania, ha ribadito il ruolo «essenziale» che le assicurazioni possono svolgere per sostenere l'economia e gli investimenti: «Tra le iniziative europee volte a stimolare gli investimenti, la Retail Investment Strategy (Ris) è particolarmente importante per il settore assicurativo».









