Venezia Volez, Voguez, Voyagez. Quando agli albori del Novecento i pionieri dell'automobilismo sfidano le strade europee coperte di polvere, non cercano solo la velocità; inseguono il mito del progresso.

E mentre i motori si accendono, Louis Vuitton sale a bordo. Il primo baule per auto fu creato da Georges Vuitton, figlio di Louis, nel 1897, sostituendo i voluminosi bauli dell'epoca con un design piatto che dava il via a un concetto completamente nuovo di viaggio. I "Sacs Chauffeurs" seguirono, nel 1905, caratterizzati da una forma perfettamente rotonda per adattarsi direttamente al vano della ruota di scorta di un'auto.

Parigi

Non è un caso: ad Asnières-sur-Seine, alle porte di Parigi, dal 1859, sorgono non solo i laboratori originari e la casa di famiglia ma, dal 1902 il marchio automobilistico Ariès. Per non parlare della Renault fondata nella vicina Boulogne-Billancourt. Oggi, ammirare una Isotta Fraschini, una Ferrari d'epoca o una Mercedes-Benz 540K completata da un baule Vuitton originale, significa osservare il punto di incontro tra due capolavori meccanici ed estetici: l'auto che sfida lo spazio, e il baule che sfida il tempo.

Parte da Venezia, anzi dalla Riviera del Brenta (dove la Maison ha i propri atelier artigiani d'eccellenza) il 1 settembre il ritorno della Louis Vuitton Dolomites Classic Run 2026: un nuovo capitolo in cui la Maison porta il proprio leggendario patrimonio di savoir-faire nel mondo delle auto d'epoca. La Louis Vuitton Classic Run vanta una tradizione di lunga data che ebbe inizio nel 1993 tra la giungla malese e le piantagioni di gomma della Vintage Equator Run, per proseguire con i vigneti e le città storiche della Toscana nell'Italia Classica del 1995 e del 1997, le risaie e le montagne, da Dalian a Pechino, nella memorabile China Run del 1998 e le antiche foreste di querce della Boemia, nella Boheme Run del 2006, da Budapest a Praga passando per Vienna. L'ultima Louis Vuitton Classic, la Serenissima Run del 2012, si chiuse in territorio veneto.