«Non sarà un piano di sviluppo per Riello, ma per Ariston. Cresceremo insieme, integrando due solidi brand come Riello e Beretta nel nostro portafoglio». Paolo Merloni, presidente di Ariston Group, è pronto a mettere a terra tutte le sinergie previste dopo il perfezionamento dell’operazione che l’ha vista rilevare Riello dalla multinazionale americana Carrier per 289 milioni. Una soluzione («il proprietario giusto», secondo la definizione degli stessi americani) che ha permesso di riportare in mani italiane l’iconico marchio del riscaldamento e del comfort termico.

Qual è il razionale di questa operazione?

È perfettamente complementare con il business di Ariston, con circa metà del fatturato sul mercato italiano, a differenza nostra, che siamo più esposti all’estero. L’Italia per il nuovo Gruppo varrà quasi il 15% delle vendite totali. Con i 400 milioni di euro di ricavi di Riello, supereremo la soglia dei 3 miliardi di euro di fatturato complessivi.

L’integrazione di Riello sarà più funzionale a riequilibrare Ariston sul mercato interno o a sfruttare il cross-selling all’estero?

I vantaggi saranno reciproci. Siamo pronti a investire nelle piattaforme comuni, portando il brand di Riello al valore che merita