Donna, trent’anni circa, ucraina. Abilissima a camuffarsi e a sembrare un uomo: questo l’identikit della persona che ha messo il pacco bomba davanti alla porta di casa dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev lunedì scorso. E che da allora è introvabile nonostante la mobilitazione e le ricerche a tappeto lanciate dalla polizia del Principato coadiuvata da quella francese. Ma ora, 3 giorni dopo l’attentato a Ermolaev, il profilo dell’attentatrice è delineato.
Gli inquirenti l’hanno identificata attraverso un testimone che ha avuto un contatto con lei mentre preparava l’attentato o durante i diversi sopralluoghi che l’hanno preceduto. Si sa anche che è residente in Germania. Diverse sono le informazioni trapelate e ormai in mano agli inquirenti del Principato, che le condividono con i colleghi francesi, ma anche con le altre polizie d’Europa, in particolare quella del Paese in cui la donna è stata localizzata.
Nessun altro dettaglio o indiscrezione ma nei giorni scorsi diversi media francesi avevano ipotizzato anche la possibilità che la fuga fosse in Italia. Probabilmente, a quanto trapela, gli inquirenti hanno trovato il modo di rintracciare le celle del suo telefono, che era stato visto nelle mani della persona che depositava l’ordigno in diverse inquadrature.










