di
Aldo Grasso
Il direttore del Dipartimento di Cardiologia interventistica del Centro Cardiologico Monzino: «Le operazioni a cuore aperto? Eroiche. Mia moglie non fuma più per un voto»
L’estate e le sempre più frequenti ondate di calore mettono a dura prova il sistema cardiovascolare. Quali consigli darebbe agli anziani?«Dirò una cosa apparentemente provocatoria: bisognerebbe regalare un condizionatore a tutti gli over 75. L’aria condizionata, usata bene, salva davvero delle vite. L’idea che faccia male è un pregiudizio che andrebbe archiviato. Naturalmente bisogna anche bere molto, alimentarsi correttamente, non fumare e dormire a sufficienza. Ma vivere in un ambiente adeguatamente raffrescato è fondamentale».Ma se il cuore fa le bizze, come si interviene?«Nel pronto soccorso si parte dal triage. Se si tratta di un infarto acuto, il paziente viene trasferito immediatamente in sala di emodinamica per l’angioplastica. Se sospettiamo una dissezione aortica, attiviamo nel giro di pochi minuti il percorso diagnostico e chirurgico. Nelle emergenze il tempo non è denaro: è sopravvivenza».
A raccontarlo è il professor Piero Montorsi, ordinario di Malattie cardiovascolari all’Università degli Studi di Milano e direttore del Dipartimento di Cardiologia interventistica del Centro Cardiologico Monzino, un’istituzione che per i milanesi è quasi un nome di famiglia.








