Sequestrato e torturato ai fini di un’estorsione. E’ con queste accuse che la Dda di Firenze ha chiuso le indagini a carico di quattro pachistani accusati di aver sequestrato e picchiato a sangue un connazionale, dipendente di uno degli arrestati nel money transfer di viale Vittorio Veneto. Il fatto risale a gennaio quando l’uomo venne rinchiuso in un appartamento e, secondo l’accusa, torturato al fine di estorcergli denaro. L’incubo durò per due giorni. Il principale indagato è Ashfaq Amhed, titolare del money transfer che, insieme a un dipendente, è stato scarcerato dal gip di Firenze su istanza dei legali, gli avvocati Federico Febbo, Luca Betti e Costanza Malerba. I quattro uomini furono arrestati a maggio su richiesta della Dda con l’accusa di avere sequestrato a scopo estorsivo e seviziato un proprio dipendente. I due si sono difesi sostenendo di avere agito, unicamente, allo scopo di rientrare nella disponibilità di una ingente somma di denaro che il dipendente avrebbe sottratto loro, simulando una falsa rapina al money transfer. Ashfaq Amhed si è trasferito in Italia ormai da molti anni, e è riuscito a costruire una ‘galassia imprenditoriale’ in viale Vittorio Veneto che comprende, oltre al money transfer, anche il ristorante etnico, il bar ed il negozio di parrucchiere vicini. La procura ha formalizzato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari con la contestazione dei gravi reati di sequestro di persona a scopo di estorsione, tortura, rapina e lesioni gravi a carico del titolare dell’esercizio e di altri quattro suoi dipendenti. Il processo comincerà a breve.