Mauro Moretti, condannato a 5 anni, all’uscita del Tribunale insieme al suo legale, l’avvocato Ambra GiovineMauro Moretti in quanto ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato era l’imputato più illustre al processo per il disastro ferroviario di Viareggio. Moretti è andato in carcere il giorno dopo che l’ultima Cassazione (settimo grado di giudizio) ha trasformato in giudicato le precedenti condanne nel merito e nella forma. Ma non è l’unico a pagare, visto che i condannati nei vari gradi di giudizio sono stati 13 dopo che a processo erano finiti in 33.

Ricapitolando: A Mauro Moretti sono stati inflitti cinque anni ed è andato in carcere. Stessa sorte per il suo braccio destro ed ex amministratore prima di Rfi e poi delle Fs, vale a dire Michele Mario Elia che è stato condannato a 4 anni, 2 mesi e 20 giorni e si è consegnato in un carcere romano. Stessa pena per l’ex amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, l’unico che era andato in carcere all’indomani della Cassazione bis e che ora sta scontando la pena con una misura alternativa. Mario Castaldo (direttore Divisione Cargo Trenitalia) è stato condannato a 4 anni precisi (che è il discrimine fra l’andare in carcere oppure no), ma la Cassazione ha rimandato ad altro giudizio in Appello solo per valutare la richiesta di scontare la pena ai domiciliari e non in carcere. Non andranno invece in carcere gli esponenti di Cima riparazioni, l’officina dove venne montato l’assile marcio proveniente dalla Germania, proprio perché hanno avuto condanne inferiori a 4 anni: per l’esattezza 2 anni, 10 mesi e 20 giorni per Paolo Pizzadini (capo commessa) e Daniele Gobbi Frattini (responsabile tecnico).