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Un’indagine coordinata dall’Europol, l’agenzia di polizia dell’Unione Europea, ha scoperto una vasta rete di uomini che organizzavano e discutevano online di stupri delle proprie mogli dopo averle drogate. L’indagine è stata guidata principalmente dalle autorità giudiziarie di Germania e Regno Unito, ma ha coinvolto anche quelle di Brasile, Canada, Francia, Ungheria, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.

L’indagine ha portato all’identificazione di 156 persone, tra autori dei crimini e vittime delle aggressioni sessuali: le vittime sono quasi tutte donne. Sono state arrestate 57 persone (ma non è stato specificato in che paesi). L’indagine fa parte di una più ampia operazione dell’Europol chiamata “Progetto Medusa”.

Le persone coinvolte nell’indagine usavano servizi di messaggistica crittografati, forum e chat per scambiarsi racconti delle proprie esperienze, o darsi consigli su come ottenere illegalmente farmaci e narcotici per compiere gli stupri e su come filmare e condividere i video delle violenze. «Queste comunicazioni rivelano una pianificazione dettagliata. […] Mostrano che questi crimini non sono incidenti isolati, ma parte di un modello più ampio di comportamento organizzato e interconnesso», ha detto l’Europol.