L'ex velocista: "A Ferragosto terzo europeo alla portata. Impresa riuscita solo a due fuoriclasse"
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I primi mesi del 2026 hanno ridonato all'atletica italiana un Marcell Jacobs in grande spolvero. Dopo un 2025 complicatissimo il campione olimpico di Tokyo 2020 è tornato a volare, dimostrando una grande condizione fisica. Lo sprinter lombardo ha incantato in Diamond League, prima di sorprendere tutti l'altra sera ad Eisenberg correndo 9.84 in batteria e 9.68 in finale, seppur spinto da molto vento. Stefano Tilli, ex velocista e da anni voce tecnica per la Rai, ha analizzato l'ottimo inizio di stagione di Marcell. "Dopo i Mondiali di Tokyo, dove paventava addirittura il ritiro, già solo rivederlo in pista è stato un grande successo e una gradita sorpresa. Ancora di più dopo averlo visto in tutte le gare, da Savona, dove ha corso la prima aiutato da un po' di vento, fino alla bella escalation da Roma e Parigi dove è arrivato a 4 centesimi da Lyles. Un'escalation prodigiosa fino al risultato di mercoledì, veramente eclatante: c'era un po' di vento, ma è pur sempre la terza prestazione di sempre dopo le due di Bolt".In Austria l'azzurro ha corso la finale con un vento a favore di 4.3 m/s che ha influito. "Jacobs ha corso con 43 passi e mezzo, è la prima volta che succede - sottolinea Tilli -, proprio perché il vento che spinge in maniera così poderosa ti fa essere più ampio e addirittura più frequente". Concetto ovviamente confermato da Jacobs, che ha commentato con schiettezza il crono austriaco: "È un tempo che dice tanto e poco, ma quello di cui sono più contento è che ho risentito la mia corsa, la mia tecnica e la mia forza".















