Berlino. Dopo mesi di accuse di inefficienza e litigiosità, il governo del cancelliere tedesco Friedrich Merz ha approvato un pacchetto di riforme con cui spera di rilanciare la crescita, e anche la propria immagine: riforma fiscale, del mercato del lavoro, edilizia, taglio della burocrazia. L’accordo fra Cdu-Csu e Spd è stato raggiunto in una riunione dei vertici della coalizione durata sette ore e mezzo e finita mercoledì sera alla cancelleria. “Programma per la ripresa e l’occupazione” è il titolo del pacchetto presentato alla stampa ieri mattina da Merz e i leader alleati: il vicecancelliere e ministro delle Finanze, Lars Klingbeil, la ministra del Lavoro Bärbel Bas (Spd), e Markus Söde (Csu). La riunione era stata fissata in due giorni e invece ne è bastato uno. “Il paese può e vuole fare di più”, ha detto Merz mostrandosi molto soddisfatto dell’intesa raggiunta in un clima di armonia e responsabilità. L’accordo è un compromesso fra i due schieramenti, con aspettative in parte opposte: la Cdu-Csu per un taglio delle tasse e sostegno delle piccole e medie imprese; la Spd per lo stato sociale e le classi meno agiate. Per ambo le parti ci sono state rinunce, ma tutti si sono convinti che questo servirà a rimettere in piedi la Germania.Piatto principale la riforma fiscale: tagli delle tasse per famiglie a reddito medio basso con figli, che con un reddito di 60 mila euro avranno uno sgravio di oltre 600 euro l’anno. Complessivamente il taglio è di circa 10 miliardi. Il pacchetto di riforme, in 34 punti, mira a ridare ossigeno all’economia, che stagna da anni e la guerra in Iran ha comportato un ulteriore taglio delle stime di crescita (0,5 per cento quest’anno). Per finanziare i tagli è previsto un lieve aumento delle aliquote massime per i redditi alti: dai 250 mila euro l’aliquota passa a 45 per cento e dai 280 mila a 47. Niente da fare sull’imposta di successione, che l’Spd avrebbe voluto pure ritoccare ma l’Unione ha detto di no. L’aliquota massima resta al 42 per cento.Anche la riforma delle pensioni, della sanità e del mercato del lavoro fanno parte del piano del governo (l’iter parlamentare riprende dopo la pausa estiva) ma il focus ieri era sulla riforma fiscale. Quella delle pensioni era stata già anticipata e prevede anche un innalzamento dell’età pensionabile. Il reddito di cittadinanza è stato soppresso e sostituito con una “assicurazione base” più restrittiva che prevede maggiori controlli e anche sanzioni, decurtazioni e cancellazione degli assegni in caso di inadempienze o abusi. Riformata anche la norma in caso di malattia: non basta più una telefonata al datore di lavoro, si dovrà presentare già il primo giorno un certificato medico di malattia.Nella lotta alla burocrazia, prevista dal programma di coalizione, l’obiettivo è liberare la Germania dalla giungla di regole che imbrigliano l’economia e frenano la ripresa. Verrà abolito in molti settori, o fortemente semplificato, l’obblilgo di documentazione e notifica degli imprenditori alle varie istituzioni pubbliche. Idem per la tutela della privacy: entrambi i regolamenti verranno limitati solo a quanto prescritto dalle direttive Ue. La durata dei contratti a tempo determinato è stata raddoppiata a 48 mesi con la possibilità in questo arco di tempo di rinnovarli fino a sei volte: era una misura a cui teneva la Cdu-Csu, convinta che ciò consentirà alle aziende maggior respiro nella programmazione della produzione. Il governo vuole anche accelerare la progettazione nell’edilizia con un partnerariato fra pubblico e privato per abbattere i costi, impedendo al contempo che possano venire statalizzate le abitazioni private in affitto con leggi regionali emanate dai Länder. Inoltre investimenti in digitalizzazione, nuove tecnologie, intelligenza artificiale, industria chimica, farmaceutica per creare lavoro e opportunità per i 2,8 milioni di giovani senza specializzazione.Le critiche non sono mancate: non è affatto un mega passo come strombazzato dal governo, ma un passettino per far credere di poter ancora smuovere le cose, è risuonato anche da settori del mondo economico che si aspettava di più: quel che serve agli imprenditori sono meno tasse, energia meno cara, meno burocrazia: senza, il costo del lavoro non potrà diminuire sensibilmente. Per una coalizione data per moribonda, invece, è un passo da gigante. Per Merz con questo pacchetto “si liberano energie”, ha detto: “Sono contento perché i compromessi li abbiamo fatti tutti nella coalizione”. Infine si è rivolto direttamente ai tedeschi: “Sappiamo che i cittadini non amano i conflitti, vogliono decisioni: e questo è esattamente quello che abbiamo fatto”, ha detto chiedendo il loro sostegno.