di Stefano Marchetti Sarsina, nell’Appennino tosco romagnolo, fu civitas romana e custodisce quindi un’antica tradizione, come ci racconta il bellissimo Museo archeologico nazionale, riaperto proprio nei giorni scorsi.
E proprio a ‘Sassina’ – come era chiamata allora – attorno al 254 a.C. nacque Tito Maccio Plauto che sarebbe divenuto uno dei primi e più grandi commediografi latini.
A lui ogni anno la cittadina (in provincia di Forlì - Cesena) dedica appunto il ’Plautus festival’, che con orgoglio e fierezza porta in scena il teatro classico e il dramma antico in un dialogo aperto e fecondo con la proposta contemporanea.
Plauto, Sofocle, Molière e la Commedia dell’arte abbracciano così anche i titoli della nuova scena teatrale.
La 66ª edizione che prenderà il via domenica 5 luglio (con la direzione artistica di Edoardo Siravo) è speciale: proprio il 14 luglio 1956 a Sarsina andò in scena il ’Miles Gloriosus’, germe delle celebrazioni plautine da cui poi prese vita il festival.








