"Questo territorio non è solo un’area ad alta produttività, ma un vero e proprio ecosistema integrato dove la ricerca scientifica si sposa con una cultura industriale d’avanguardia". Veronica Crego Porley, console generale dell’Uruguay e decana del Corpo consolare di Milano, lo ha detto ieri nella sede di Pavia di Assolombarda, alla seconda tappa (dopo la prima a marzo con Varese) del roadshow di Confindustria Lombardia, organizzato con Assolombarda per rafforzare il dialogo tra le rappresentanze diplomatiche e il sistema produttivo.
"Oggi le rappresentanze consolari – ha sottolineato Crego Porley – sono chiamate a essere attori proattivi della diplomazia economica del territorio, veri e propri facilitatori di alleanze strategiche internazionali. Il nostro compito è connettere i rispettivi Paesi non con una Lombardia astratta, ma con la sostanza reale dei suoi distretti industriali". Al centro dell’incontro con il Corpo consolare la presentazione di due filiere strategiche del territorio, Life Sciences (scienze della vita) e Agribusiness (agroalimentare), la prima rappresentata da Paolo Fedegari (Fedegari), Daniele Bosone (Mondino), Sandro Rossi (Cnao) e Lorenzo Cobianchi (San Matteo), per il Food&Packaging intervenuti Marco Devenuto (AB Mauri), Paola Centonze (ITP), Fabiano Giorgi (Giorgi Wines) e Philippe Weiss (Goglio). Presenti per Regione Lombardia i sottosegretari Raffaele Cattaneo e Ruggero Invernizzi. "Nonostante il record nel valore delle esportazioni regionali – rileva il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini – nel 2025 la crescita delle esportazioni è stata inferiore alla crescita della domanda potenziale causando un’erosione delle quote sui principali mercati". "La competitività internazionale – commenta il presidente di Assolombarda Alvise Biffi – nasce sempre dalla forza dei territori. È qui che si sviluppano competenze, filiere industriali ed ecosistemi dell’innovazione capaci di attrarre investimenti. Pavia ne è un esempio concreto: qui le Life Sciences hanno generato nel 2024 circa 1,9 miliardi di euro di valore della produzione, l’Agribusiness 3,2".







