Giussago. «Il territorio pavese possiede tutti gli ingredienti necessari per essere uno dei territori più innovativi del Paese». Lo ha detto il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, intervenendo ieri a “Your Next Pavia”, l’assise 2026 di Assolombarda Pavia, ospitata all’Innovation Center “Giulio Natta” di Simbiosi a Giussago. I numeri «Affaticata, dinamica, progettuale»: con questi aggettivi ha definitivo il territorio provinciale Paolo Bricco, giornalista de Il Sole 24 Ore che ha moderato la giornata. È quanto emerge anche dai numeri del primo rapporto sull’ecosistema dell’innovazione di Pavia, presentato ieri a cura di Valeria Negri, direttrice del Centro Studi di Assolombarda. Se la crescita del Pil lombardo tra 2019 e 2025 è stata dell’8,9%, Pavia cresce meno e si ferma al 6,9%. Un trend confermato anche dalla previsioni per il 2026: +0,6% per la Lombardia, + 0,4% per Pavia. «Pavia cresce meno della media lombarda - ha detto Negri -. Un divario che va ampliandosi nel tempo e che, addirittura, rimane e si cristallizza». Dall’analisi su 643 società di capitali sotto i 5 milioni di euro di fatturato, inoltre, è emerso che, mentre Oltrepò e Pavese tengono il passo (il Pavese con una spinta forte da farmaceutica e alimentare e un contributo positivo da meccanica e metallurgia, mentre in Oltrepò con la ripresa di meccanica e il contributo positivo di alimentari e fornitura di energia), a soffrire di più è la Lomellina, dove pesano le forti contrazioni per metallurgia, commercio e filiera della calzatura. Fondi europei e digitale Il rapporto poi evidenzia come Pavia poggia la propria forza sulla presenza di un bacino consistente di giovani studenti, pari a 30,3 mila iscritti all’Università e Iuss, in forte espansione negli ultimi anni (+17,2% tra il 2019/2020 e il 2024/2025); «Tuttavia, questo potenziale di capitale umano non si trasferisce completamente sul territorio perché molti dei laureati formati localmente non si fermano poi, qui, a vivere e lavorare» dice il rapporto. La provincia, inoltre, è seconda dopo Milano come unico altro polo regionale di attrazione di fondi europei per l’innovazione su base competitiva (57,2 milioni di euro di risorse Horizon Europe aggiudicate finora), ma ha ancora una grande gap da colmare in termini di infrastrutture digitali (connettività veloce delle famiglie). Inoltre, a fronte di una consistente attività di ricerca scientifica, dal lato della capacità brevettuale i volumi sono, però, esigui (1,8% del totale lombardo). In questo ambito, scienze della vita e agribusiness (che rappresentano ognuna circa il 5% del Pil provinciale) sono le filiere su cui puntare maggiormente per il rilancio, mentre quella della microelettronica ha un ampio potenziale di sviluppo. La ricetta La ricetta presentata dal presidente di Assolombarda Biffi è partita dall’analisi di questi numeri: «Il lavoro che sta facendo Assolombarda Pavia dimostra una cosa importante: i territori crescono quando riescono a unire concretezza, progettualità e visione strategica - ha detto Biffi -. I numeri contenuti nel rapporto raccontano una realtà ad alta intensità di conoscenza, che produce sapere, ricerca, innovazione». Secondo Biffi, in questo percorso, Pavia riveste un ruolo centrale: «Il successo della prima Pavia Innovation Week, il rafforzamento del Distretto della Microelettronica e il progetto Fostering Chips dimostrano la vitalità di un ecosistema imprenditoriale e scientifico orientato al futuro. Oggi più che mai, innovazione, apertura internazionale e competenze sono le condizioni indispensabili per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo» ha concluso.
Ripresa economica, Assolombarda ci crede. Biffi: «L’innovazione ci guidi»
Pavia cresce meno della Lombardia, ma è capace di attrarre fondi europei. Gli industriali: «Agribusiness e microelettronica le filiere per il rilancio»








