HomeFermoCronacaComparto del cappello tra luci e ombreIl 2026 si apre con numeri in chiaroscuro: importazioni in crescita, ma diminuiscono le esportazioniPaolo MarzialettiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciCrescono le importazioni, ma diminuiscono le esportazioni, una valutazione in chiaro scuro per il settore cappello. A dirlo sono le stime della Federazione italiana TessiliVari su dati Istat, in riferimento al periodo gennaio-marzo 2026, comparati con i dati del 2025. Il Comparto del Cappello ha evidenziato un aumento delle Importazioni dei Berretti (58,9 milioni di Euro, +6,8%) ed una marcata flessione riguardo le Esportazioni dei Berretti (81,4 milioni di Euro, -7,6%); me sembra aver rallentato rispetto a quanto avveniva nello stesso periodo del 2024.

"Possiamo confermare che per i Berretti s’intravede la luce in fondo al tunnel – commenta Paolo Marzialetti, presidente nazionale settore cappello di TessiliVari -. I cappelli di paglia hanno registrato una corposa diminuzione per quel che concerne le importazioni (3,9 milioni di euro, -21,9%), mentre le esportazioni rimangono leggermente in negativo (8,9 milioni di Euro, -0,8%)".

Le guerre e l’aumento del costo delle materie prime e dell’energia, sono elementi che pesano sul costo del prodotto finito. Per quanto riguarda le Importazioni il paese maggior fornitore, con il 30% del totale importato resta la Cina (con 14,9 milioni di Euro, -15,7%). Per le esportazioni si consolidano i dati del 2025, con in testa la Germania (13,5 milioni di Euro, ma -11,1%); poi c’è la Francia (13,4 milioni di Euro, -13,6%) e Stati Uniti (7,7 milioni di Euro, -7,1%). Resta purtroppo ancora in stallo la situazione con la Russia.