Al Senato ieri è successa una cosa sconcertante ma anche rivelatoria, proprio nel giorno tragico dell’attacco indiscriminato russo alla popolazione civile di Kyjiv che ha fatto altri ventitré morti e cento feriti, l’ennesima strage di una guerra d’aggressione imperialista del Cremlino che sarebbe dovuta durare un paio di giorni – almeno secondo gli utili idioti del Cremlino che prima negavano che Mosca avrebbe mai attaccato l’Ucraina, poi spiegavano che l’armata rossa sarebbe stata accolta a braccia aperte dagli ucraini e ora giurano che Vladimir Putin sta vincendo alla grande – anche se la guerra infuria da più tempo di quanto sia durata l’intera Prima Guerra mondiale.

Ospite della Commissione Esteri e Difesa del Senato, presieduta da Maurizio Gasparri, è stato invitato l’ambasciatore ucraino Ihor Brusylo, ex consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, per aggiornare i senatori (cui si è rivolto con un italiano imparato in pochi mesi e in alcuni casi migliore rispetto a quello di chi lo ascoltava) sulla situazione sul campo di battaglia e sulle esigenze militari degli ucraini.

La cosa sconcertante è stata innanzitutto la povertà intellettuale e strategica degli interventi dei senatori, con l’eccezione di Enrico Borghi di Italia Viva (che quando si toglie la sciarpa da ultrà di calcio è uno serio).