«Giù al mio rione ci sono ragazzi che fanno combattere i pitbull con altri cani, e io a volte rimango a guardare», racconta un tredicenne. «Io stesso ne ho alcuni e li alleno usando i copertoni delle auto», aggiunge un coetaneo. Un ragazzino di dodici anni scrive: «Ho visto il mio cane lottare contro un altro pitbull. Non credo di avergli fatto del male, ho solo assistito. Non so se i combattimenti siano una forma di maltrattamento: a me sembra che ai cani piaccia battersi». Gli fa eco un compagno di scuola: «Ho visto molti combattimenti. Con gli altri abbiamo catturato dei gatti e, una volta, persino un coniglio da dare in pasto ai pitbull. Lo so che è sbagliato, ma ci siamo divertiti». E ancora: «Siamo stati io e i miei amici a maltrattarli: prendevamo gatti o cani randagi per addestrare i pitbull. Di lotte ne ho viste tante: mi piace guardare e fare il tifo». Speriamo che qualcuno se la cavi, perché quelle parole poi diventano numeri: numeri che finiscono nelle statistiche. E così ci ritroviamo con ogni giorno, in Italia, 21 procedimenti penali aperti e 15 indagati registrati per reati contro gli animali. Ogni 36 ore viene aperta un’indagine per maltrattamenti, più della metà delle quali contro ignoti.
Zoomafia | In Italia la violenza sugli animali è anche un problema criminale - Linkiesta.it
Il nuovo report della Lega anti vivisezione descrive un sistema criminale radicato, che non vive solo nell’illegalità di strada ma si organizza anche attraverso social network, scommesse clandestine, traffici di cuccioli e corse abusive






