<p>Una simulazione del mio gruppo di ricerca ipotizza che lo strumento migliore per dare rapidamente all'Italia più energia a costi minori, nonché una dipendenza decrescente da fonti estere con significativo rischio geopolitico e inflazionistico, sarebbe un programma di investimenti finanziari dedicati del tipo Ppp, cioè partenariato pubblico-privato entro un'architettura istituzionale stimolativa che qui chiamo Progetto nazionale Dinamo (PnD).</p><p>Dinamo dovrebbe integrare tre missioni: competitività industriale minimizzando i costi energetici, tema da considerare un'emergenza in atto perché superiori tra il 20 e 30% a quelli delle nazioni concorrenti; fornire energia abbondante a basso costo sia per l'ecoadattamento al cambiamento climatico (condizionatori, dissalatori, ecc.) sia per l'aumento di centri dati (robotica informatica) con alta probabilità di aumentare a picco nel prossimo futuro la domanda di energia stessa, già nel presente i primi segnali; minimizzare il contributo dei costi energetici all'aumento dell'inflazione, considerando la specificità della capitalizzazione media insufficiente della popolazione salariata in Italia. </p><p>L'oggetto di investimento dovrebbe essere una formula mixata di fonti energetiche dove quelle fossili tendono a decrescere nel tempo, quella (mini)nucleare di nuova generazione a crescere gradualmente, ma rapidamente, con accelerazione di solare ed eolico perché tecnologie già mature, dando più manutenzione ed efficienza all'idroelettrico, esplorando con maggiore intensità il geotermico, il biogas da rifiuti, i combustibili sintetici e sperimentazioni innovative stimolate da una concentrazione sufficiente di capitale di investimento. </p><p>Potenziali?