Cala Finanza è salva. E con Cala Finanza sono salvi tutti gli angoli di costa ancora intatti che, sul litorale italiano, avrebbero rischiato la cementificazione se fosse passato il tentativo del governo Meloni di cancellare le norme di tutela del paesaggio attraverso il meccanismo delle procedure semplificate di autorizzazione previsto dalla legge che ha istituito le Zone economiche speciali (Zes). Il progetto di installazione di un «glamour camping» a Loiri, in Gallura, presentato dalla società Tavolara Bay, controllata dal gruppo immobiliare brasiliano Jsfh, non ha più l’ok del governo. Il dipartimento per il Sud di palazzo Chigi ha disposto ieri la revoca dell’autorizzazione che il 6 febbraio 2026 aveva dato il via libera all’investimento.
«Abbiamo avuto ragione – ha commentato la presidente della giunta regionale Alessandra Todde – la Sardegna ha avuto ragione. Il governo ha provato a decidere al posto nostro, ma ha dovuto arrendersi all’evidenza e fare un passo indietro: ha revocato l’autorizzazione che aveva concesso con l’intento di aggirare i vincoli paesaggistici nazionali e regionali. Fin dal primo giorno abbiamo difeso la nostra posizione in ogni sede istituzionale. Sapevamo che erano in gioco principi fondamentali: il rispetto del territorio, del Piano paesaggistico regionale e delle competenze che lo statuto speciale attribuisce alla Sardegna». E ancora: «Non è mai stata una battaglia contro gli investimenti o contro lo sviluppo: vogliamo progetti seri, sostenibili, capaci di creare lavoro e opportunità per i sardi, ma le regole valgono per tutti e le procedure straordinarie Zes non possono diventare scorciatoie. La regione difende, con determinazione e a schiena dritta, i diritti e la dignità della nostra isola».











