Franchezza. Rispetto. Pari dignità. Difesa dell'interesse nazionale. Si declinano soprattutto attraverso questi principi le dichiarazioni di amicizia che il governo ha esplicitato partecipando in massa al tradizionale ricevimento dell'ambasciata americana per il Giorno dell'Indipendenza.

Non c'era Giorgia Meloni, ma c'era la sorella Arianna ed erano decisamente allineati al suo pensiero i discorsi sul palco dei suoi vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, nonché a quello del presidente del Senato Ignazio La Russa, in cui non sono mancati impliciti riferimenti alle tensioni di queste settimane tra Donald Trump e la premier. A cui invece non ha fatto cenno il padrone di casa, l'ambasciatore Tilman J.Fertitta: "L'Italia - ha spiegato - è un partner fidato e un'amica degli Stati Uniti, e i nostri legami si rafforzano ogni giorno".

Anzi, ha aggiunto, "direi che i rapporti sono tra i migliori che abbia mai visto da quando sono qui" Tra le migliaia di ospiti a Villa Taverna, oltre al nuovo presidente della Figc Giovanni Malagò, a imprenditori italiani e americani, c'è molta politica. Lunga la lista dei ministri, da Francesco Lollobrigida a Guido Crosetto, passando per Giancarlo Giorgetti. Diversi esponenti di tutti i partiti di maggioranza, FdI, Lega e Forza Italia e Maurizio Lupi guida la delegazione di Nm. Matteo Renzi è l'unico leader di opposizione.