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Viviana Mazza

La storica di Harvard: «Il tycoon può costruire tutti i monumenti che vuole a se stesso»

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE NEW YORK - Per Jill Lepore, una delle maggiori storiche americane, docente a Harvard, vincitrice del Pulitzer con il suo ultimo saggio We the People: A History of the U.S. Constitution che uscirà in Italia edito da Rizzoli in autunno, le celebrazioni del 4 luglio in America non sono mai state un vero momento «neutro» di unità e c’è sempre l’aspettativa che siano politicizzate. «Nella storia americana persone diverse, con diversi programmi politici hanno dichiarato di essere i legittimi eredi della tradizione della Rivoluzione americana. Intorno al 1790, quando divenne dominante la tradizione delle parate del 4 luglio, era anche il periodo in cui gli Stati Uniti sperimentarono per la prima volta le divisioni dei partiti politici: emersero i due partiti, Federalista e Repubblicano, e avevano celebrazioni rivali del 4 luglio, con idee diverse sul significato della rivoluzione, delle sue motivazioni e di chi ne rappresentasse meglio gli ideali. Queste occasioni sono state semmai l’opportunità per gli americani di presentare le loro divergenze in modi nuovi, ma c’è sempre un certo disappunto perché, nonostante tutto, esiste l’idea che questi dovrebbero essere momenti in cui mettiamo da parte le divisioni». Ma quello che rende particolarmente «folle» questo 250° anniversario è, secondo la storica, il modo in cui l’amministrazione Trump pretende di decidere il significato della Storia americana.