Non sono forse ancora effetti speciali hollywoodiani, perché là davanti manca qualcosa in fase di realizzazione, ma il tondo 3-0 con cui la Spagna supera l'Austria a Los Angeles rende bene l'idea dello squilibrio di forze in campo. Dopo un inizio combattuto, la Roja controlla agevolmente il match, costruendo gioco e rendendo pressoché innocuo l'attacco avversario. Yamal c'è, è lui il leader - a tratti tarantolato - della squadra, il seminatore di panico nella difesa di Rangnick, ma non si legge il suo nome nel tabellino: doppietta di Oyarzabal (due volte imbeccato da Cucurella) e gol di Pedro Porro, per una squadra compatta - che non ha ancora subito reti nel torneo - che adesso aspetta negli ottavi la vincente di Portogallo-Croazia. De la Fuente conferma il 4-2-3-1, con Olmo trequartista, Baena e Yamal sulle fasce a supporto di Oyarzabal; Rangnick si schiera a specchio, con Arnautovic ancora una volta in partenza dalla panchina. Yamal ci mette un minuto a entrare in partita: ruba palla, scappa in contropiede e arriva a concludere, anche se debolmente. C'è subito vivacità, le due squadre si affrontano fin da subito a viso aperto con continui ribaltamenti di fronte. Al 7' Dani Olmo gira in area a colpo sicuro ma viene ribattuto da un compagno. La Spagna spinge, però, ottiene numerosi angoli e prende in mano il match, l'Austria non si rassegna anche se perde progressivamente mordente. Dopo l'hydration break ancora Yamal e Olmo si cercano nello stretto con delle magie, col 10 che ottiene un altro corner su cui la Roja va avanti, ma il gol viene annullato per un fallo su Schlager. Gli iberici salgono in cattedra: prima il 18enne con l'argento vivo addosso si inventa un varco sulla linea di fondo per la respinta successiva del portiere, poi ancora Schlager si supera su una botta di Oyarzabal. Il basco, però, pochi minuti dopo si riscatta: è il 36' quando Cucurella lo pesca rasoterra all'altezza del dischetto, e a lui basta girare col piattone verso la porta. Subìto l'1-0 l'Austria si rintana, bersaglio delle continue incursioni avversarie. Nel recupero, doppia chance clamorosa in pochi secondi: prima Baena su punizione coglie la traversa, poi Yamal centra il portiere dal vertice dell'area piccola. Nella ripresa Rangnick prova subito a cambiare qualcosa inserendo Chukwuemeka e Grillitsch per Seiwald e Schlager, ma il copione resta lo stesso, con gli iberici che non riescono a capitalizzare però la superiorità espressa a livello di gioco. Il ct austriaco rivoluziona tutto, inserendo le due torri Arnautovic e Kalajdzic e spostando il baricentro in avanti, col secondo che arriva subito alla conclusione di testa su cross di Sabitzer. Al 21' st, però, è Pedro Porro dall'altra parte a incornare per il gol del raddoppio su suggerimento di Baena al termine di una lunga trama offensiva spagnola. Sul 2-0 fuori proprio Baena e Dani Olmo, con Merino e Ferran Torres al loro posto. Al 35' un tiro dal limite di Chukwuemeka dopo una buona costruzione è la prima occasione rilevante per la squadra alpina. Due minuti dopo è Posch dal lato debole ad arrivare di testa su un cross del solito Sabitzer, ma non inquadra la porta. Al 40' Alaba salva sulla linea - per poi arrabbiarsi platealmente coi compagni - una girata a botta sicura di Yamal che, sostituito subito dopo, termina un match in cui si rende costantemente pericoloso ma non riesce a lasciare il segno a referto. I titoli di coda arrivano al 44', quando in una chiusura a cerchio, Cucurella crossa rasoterra dalla trequarti per l'accorrente Oyarzabal, che tutto solo in mezzo all'area deve solo appoggiare in rete la sua doppietta personale. Gli uomini di de la Fuente fanno capire che, per alzare la coppa a New York, ci sono anche loro.