Con le trattative tra Stati Uniti e Iran in stallo da giorni, a Teheran c’è una questione che ha tenuto impegnata per settimane la leadership politica e militare: dare l’ultimo grande saluto alla Guida suprema Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di bombardamenti nell’operazione Epic Fury.

Da giorni migliaia di fedeli si stanno radunando nella capitale iraniana e sono giunti dalle città vicine e non solo. Tutto è organizzato nei minimi dettagli per una cerimonia funebre che si prospetta come la più imponente mai vista nel paese, con le esequie che dureranno fino al 9 luglio. Secondo Teheran sono attese delegazioni da oltre cento paesi, soprattutto dai paesi alleati o vicini a Teheran. Ci sarà il primo ministro pakistano, il ministro degli Esteri indiano, mentre la Russia sarà rappresentata da Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza.

Sovranisti, amici fino a interesse contrario: le campagne elettorali separano Trump e Netanyahu

«La cerimonia di omaggio e commiato inizierà alle 8 di venerdì 3 luglio, con la partecipazione di dignitari e gruppi di cittadini», ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei. Altre cerimonie si terranno sabato e domenica alla moschea Imam Khomeini, mentre lunedì inizierà il corteo funebre per le vie della capitale che sfilerà per 10 chilometri. Il sindaco di Teheran ha stimato la presenza di circa 20 milioni di persone e lo ha definito «il più grande raduno nella storia della città».