ANSAcom - In collaborazione con
Ania
Ancora in crescita la raccolta dei premi assicurativi, ma resta il nodo dolente delle coperture catastrofali, con solo il 7% per quelle dedicate alle abitazioni e al 15% per le imprese. Nel 2025 la raccolta complessiva del settore ha raggiunto i 182 miliardi di euro, segnando una crescita del 7,8%, e un totale di 42 miliardi di euro erogati. Elementi che, secondo il presidente dell’associazione Giovanni Liverani, rendono il settore “una leva che genera ingenti investimenti in aree strategiche per il Paese e uno scudo di protezione formidabile”, a fronte di oltre 1.000 miliardi di euro di investimenti attivi, “dei quali – precisa sempre Liverani – circa un quarto allocati nel nostro debito sovrano”. Dai dati presentati durante l'assemblea di Ania a Roma emerge però come l'Italia sia un Paese esposto al rischio di catastrofi ma, allo stesso tempo, molto sottoassicurato. Per Ania appare necessario rivedere il perimetro dei rischi da cui gli imprenditori devono essere assicurati ed estendere l'obbligatorietà di copertura alle residenze private, soprattutto quelle che, secondo Liverani, “hanno usufruito negli ultimi anni dei generosi e pesanti incentivi fiscali”. “I rischi naturali presentano caratteristiche peculiari”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, evidenziando il ruolo del governo nel diffondere l'importanza della protezione anche alle famiglie e un futuro sostegno dello stesso governo "attraverso il sistema di riassicurazione di Sace". Nel suo intervento, il ministro non ha però risparmiato una bacchettata alle assicurazioni, facendo presente che i loro investimenti in titoli di stato sono “ulteriormente scesi nel 2025” contro “un interesse crescente registrato nello stesso periodo sia da parte del mercato retail, sia dagli investitori esteri”. Tra gli altri esponenti del governo intervenuti all'assemblea anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, quello delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Tajani ha sollecitato l'utilizzo di una parte "di quei 2 mila miliardi di risparmio privato che sono dormienti" per realizzare "i grandi progetti per rendere l'Italia più moderna e competitiva". Mentre Urso ha sottolineato che con l'introduzione dell'arbitro assicurativo, "finalmente operativo, si è completato il sistema di risoluzione stragiudiziale nel settore bancario, finanziario e assicurativo, fornendo ai cittadini un sistema più efficiente ed economico sulle controversie che ci possono essere con le compagnie". Per quanto riguarda la Rc Auto, dai dati di Ania emerge che nel 2025 gli automobilisti "hanno versato complessivamente 14,9 miliardi di euro in premi assicurativi". Sul tema Salvini ha ricordato che su 47 milioni di auto circolanti in Italia, “9 milioni sono senza assicurazione". Il premio medio annuo della responsabilità civile si attesta a 340 euro e grazie alla tecnologia potrebbe scendere in futuro. “La tecnologia – ha spiegato Liverani – consente oggi entro certi limiti e nel rispetto del principio di mutualità, di distinguere, e quindi di premiare, i guidatori bravi da quelli meno bravi o di identificare i guidatori che abusano”. L'Ania fa anche presente che "meno del 40% dei lavoratori ha aderito a una forma pensionistica complementare" e quindi "resta ancora marginale nel sistema economico italiano". Però il presidente dell'Ivass Paolo Angelini ha spiegato che "le sfide poste dalle dinamiche demografiche richiederanno di orientare una quota crescente di risparmio verso forme di investimento e protezione di lungo termine, in materia di previdenza e di salute".












