Immagine di repertorio (iStock)

I giudici del tribunale amministrativo annullano la norma che imponeva ai medici di famiglia di trasformare in ricette dematerializzate le prescrizioni degli specialisti privati accreditati.

La delibera del 30 dicembre 2025 con cui il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, contava di risolvere il problema delle liste d'attesa perde un pezzo. Con una sentenza del 1° luglio, il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento che imponeva a medici e pediatri di base a concedere e validare la ‘prescrizione suggerita' rilasciata da un medico di una struttura privata accreditata. Una vittoria per i cinque Ordini dei medici provinciali, che avevano presentato ricorso, e anche per le opposizioni: "Per tre anni Francesco Rocca ha costruito gran parte della propria propaganda sulla promessa di abbattere le liste d’attesa, attribuendo ogni responsabilità alle amministrazioni precedenti. Oggi, però, è la realtà a presentargli il conto", hanno dichiarato i capigruppo Marietta Tidei (Italia Viva), Mario Ciarla (Partito Democratico), Adriano Zuccalà (Movimento Cinque Stelle), Claudio Marotta (Sinistra Civica Ecologista), Alessio D’Amato (Azione) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).