Grande partecipazione per il convegno "La Giustizia Sportiva recupererà la sua credibilità? Urge una riforma indipendente", ospitato presso il Senato della Repubblica, organizzato dall’ OCS (Organizzazione Convegni dello Sport), nel corso del quale è stato presentato ufficialmente il progetto del Primo Osservatorio Nazionale sulla Giustizia Sportiva. L'iniziativa, promossa dal Senatore Nicola Irto, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del Parlamento, del mondo accademico, dell'avvocatura, dei dirigenti sportivi e dell'associazionismo, confermando la crescente attenzione verso un tema che interessa migliaia di atleti, tecnici, dirigenti e società sportive.

Durante il dibattito, Mauro Berruto (Pd) ha ribadito la necessità di una profonda riforma della governance dello sport italiano, definendo gli attuali meccanismi elettorali delle federazioni tra gli elementi più anacronistici del sistema. Secondo Berruto, il modello vigente favorisce il consolidamento di assetti di potere difficilmente contendibili, con una sistematica riconferma di chi è già alla guida delle federazioni. L'On. Berruto ha ricordato di aver depositato, nel febbraio 2024, una proposta di legge per introdurre il voto elettronico nelle assemblee federali, consentendo alle società sportive di votare direttamente senza ricorrere alle deleghe, e per ripristinare il limite di tre mandati per i presidenti federali. Il testo prevede inoltre il rafforzamento dell'equilibrio di genere e generazionale negli organi direttivi, con una maggiore presenza di donne e giovani dirigenti, superando modelli di governance caratterizzati da presidenze protratte per decenni. Ha quindi richiamato una seconda proposta di legge, depositata oltre un anno fa presso la VII Commissione della Camera, con la quale chiede l'avvio di un'indagine conoscitiva parlamentare sulla giustizia sportiva. Berruto ha osservato che il presidente della Commissione, On. Federico Mollicone, non ne ha ancora disposto l'avvio e ha criticato la commissione istituita in alternativa, che «ha prodotto molto poco». Infine, ha espresso preoccupazione per le recenti notizie relative a un possibile intervento del Ministero che rischierebbe di trasferire il potere di controllo dalle singole federazioni all'esecutivo. «Ogni riforma – ha concluso – deve garantire una giustizia sportiva realmente indipendente, rafforzando autonomia, imparzialità e tutela dei diritti, senza concentrare eccessivamente i poteri di controllo nell'esecutivo».