di
Paolo Foschini
In Consiglio dei ministri l'informativa sul Piano nazionale per l'economia sociale. Prossima tappa l'istituzione del Comitato tecnico per l'attuazione.
«Una svolta per l'intera economia e per l'Italia», dice il sottosegretario all'Economia e alla finanze Lucia Albano. Perché in questa giornata di giovedì 2 luglio l'Italia ha compiuto un altro passo in avanti verso l'adozione di un Piano nazionale per l'economia sociale: non è ancora il traguardo finale, ma diciamo che è il superamento di una tappa di montagna. E conferma la messa nero su bianco dalla caratteristica principale del Piano: l'economia sociale, quella che considera «il bene comune e l'interesse generale» come obiettivo principale da perseguire non dietro bensì al pari del profitto, va intesa non come settore a parte ma come parte effettiva dell'intero sistema economico. «Non a caso - conferma il sottosegretario Albano - il suo coordinamento farà capo al ministero dell'Economia». La prossima tappa di lavoro sarà l'istituzione, appunto all'interno del Ministero, del Comitato tecnico con compiti di «sviluppo, coordinamento e monitoraggio» per l'attuazione del Piano stesso.
Il punto a cui si è arrivati era atteso da almeno due anni, quando la prima bozza del testo aveva visto la luce anche a seguito delle sollecitazioni da parte dell'Unione europea per approdare ora in Consiglio dei ministri sotto forma di «informativa» e dopo avere raccolto lo scorso inverno oltre cento («Un record», conferma Albano) tra richieste di integrazione, proposte, contributi di vario genere, arrivati da parte delle realtà da cui il mondo dell'economia sociale è costituito: dalle cooperative alle Fondazioni bancarie al Terzo settore.









