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Negli ultimi giorni centinaia di migliaia di libanesi sfollati hanno iniziato a tornare nell’ampia area del sud del paese da cui erano fuggiti tra marzo e giugno a causa degli intensi bombardamenti israeliani. Da una decina di giorni gli accordi per il cessate il fuoco in Libano stanno reggendo, e questo sta spingendo le persone a rientrare.

La ministra per le Politiche sociali Haneen ​Sayed ha detto all’agenzia di stampa statale NNA che circa 400mila persone si sono messe in viaggio. In tutto gli sfollati erano un milione, quindi ne restano ancora 600mila. Molti non possono rientrare perché la loro casa è stata distrutta dai bombardamenti, oppure abitavano lungo la linea di demarcazione (che fa da confine) tra Israele e Libano, nella fascia di territorio che è ancora occupata dall’esercito israeliano. Il loro è il futuro più incerto. Alcuni stanno provando comunque a rientrare, col piano di montare una tenda vicino a casa, controllare cosa ne è rimasto e recuperare qualcosa.

Molti degli sfollati avevano trovato ospitalità nei rifugi allestiti in scuole, edifici comunali e altri spazi messi a disposizione dalle autorità. ​Sayed ha detto che 24mila persone li hanno lasciati e centinaia di rifugi sono stati smantellati. Molte persone che abitavano nei quartieri meridionali della capitale Beirut, colpiti intensamente dai bombardamenti israeliani, si erano accampate sul lungomare o nello stadio. In questi giorni gli operatori stanno smontando i tendoni rimasti vuoti.