L'assessore PiomboniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 02 luglio 2026 – Nel corso del Consiglio comunale di Montevarchi di martedì pomeriggio, l’assessore all’urbanistica Angiolino Piomboni è intervenuto per chiarire la propria posizione sul tema del doppio incarico istituzionale, dopo le richieste di dimissioni avanzate dalle opposizioni in seguito alla sua recente nomina ad assessore all’urbanistica anche nel Comune di Arezzo. La questione era stata sollevata nei giorni successivi all’incarico conferito lo scorso 23, con le minoranze che avevano evidenziato possibili profili di incompatibilità politica e operativa, chiedendo un passo indietro rispetto all’impegno nella giunta montevarchina. Nel suo intervento in aula, Piomboni ha riferito che tra le amministrazioni interessate sarebbe già avvenuto un confronto tra i sindaci, dal quale sarebbe emersa la volontà di mantenere invariato l’incarico all’interno della Giunta di Montevarchi. L’assessore ha quindi motivato la propria posizione richiamando lo stato dell’attività urbanistica nel Comune, che ha definito compatibile con una gestione parallela dei due incarichi.

“Qui a Montevarchi, dal punto di vista urbanistico-edilizio, siamo in una fase di ordinaria gestione per quanto riguarda le pratiche”, ha dichiarato Piomboni, aggiungendo che le principali attività straordinarie in corso riguardano l’adozione di strumenti di pianificazione già avviati. Tra questi ha citato il piano per la mobilità sostenibile e quello relativo all’abbattimento delle barriere architettoniche, oltre a tre varianti urbanistiche di dimensioni limitate. L’assessore ha inoltre evidenziato lo stato di avanzamento della programmazione urbanistica comunale, sottolineando come una parte significativa degli strumenti risulti già predisposta. “Anche la variante di assestamento del piano operativo, relativa alle norme tecniche, è già predisposta e attualmente in valutazione ambientale”, ha spiegato Piomboni, sostenendo che non vi sarebbero, a suo giudizio, criticità legate al carico di lavoro tali da impedire la gestione contemporanea dei due incarichi istituzionali.