La vigilanza Rai non ha più i componenti d’opposizione - compresa la presidente, la pentastellata Barbara Floridia - che hanno scelto di dimettersi in blocco per protesta contro lo stallo in cui versa l’organo di controllo ormai da quasi due anni, dall’ottobre del 2024, incapace di eleggere la presidenza dell’azienda.Nel post sui social con cui ha annunciato le dimissioni, Floridia definisce la sua una scelta “sofferta ma necessaria e inevitabile”, spiegando di aver preso atto che “restare e denunciare non è servito”. La senatrice del M5s sostiene di aver tentato fino all'ultimo di far funzionare la Commissione attraverso il dialogo, ma accusa la maggioranza di averne impedito sistematicamente l'attività, venendo meno “al rispetto delle prerogative della minoranza” e delle regole parlamentari.Secondo l’ormai ex presidente della Vigilanza Rai, per quasi due anni le forze di governo hanno bloccato i lavori della commissione perché le opposizioni non hanno accettato di votare la candidata indicata per la presidenza della Rai, Simona Agnes. Che non aveva i due terzi necessari per ratificare la sua nomina in Parlamento. “Non era mai accaduto nella storia della nostra Repubblica che un organo di garanzia fosse tenuto in ostaggio di chi governa. E io con esso”, scrive, aggiungendo che “non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni".Floridia denuncia inoltre l'impossibilità di svolgere audizioni e controlli sul servizio pubblico, mentre, sostiene, la gestione della Rai avrebbe privilegiato l'appartenenza politica a discapito di merito, qualità e indipendenza, con molti professionisti “messi ai margini, isolati, umiliati”. Per questo, conclude, le dimissioni “non sono una resa”, ma “un atto di libertà e di denuncia”, per difendere il diritto dei cittadini a un'informazione libera e richiamare l'attenzione su quello che definisce “un pericoloso precedente” per le istituzioni."Come componenti delle forze di opposizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento". Lo scrivono in una nota i capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la Vigilanza dei servizi radiotelevisivi Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs) e Maria Elena Boschi (Iv). "Le anticipazioni dei nuovi palinsesti confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di Vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista", concludono i parlamentari di opposizione.Lo scorso aprile anche Sergio Mattarella era intervenuto in prima persona sullo stallo della Vigilanza Rai. “Non è accettabile che, dopo un anno e mezzo - aveva detto il presidente della Repubblica - al servizio pubblico nazionale manchi ancora l’assetto dei propri organi amministrativi e la commissione di Vigilanza non sia in grado di esercitare i suoi compiti”. Oggi - alla fine di questo braccio di ferro interminabile - la scelta, estrema, di tutti i consiglieri di opposizione.
Vigilanza Rai, si dimettono in blocco tutti i commissari di opposizione. La presidente Floridia (M5s): "Tenuti in ostaggio da chi governa"
La mossa estrema per protesta contro lo stallo in cui da anni versa l'organo di controllo, con la maggioranza che da ottobre 2024 diserta (quasi) tutte le sedut










