Si sono dimessi tutti i consiglieri di opposizione della commissione di Vigilanza Rai e la presidente della commissione Barbara Floridia, parlamentare del Movimento 5 stelle.
"Oggi ho consegnato ai presidenti del Senato e della Camera le mie dimissioni" annuncia sui social Floridia, "una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente".
Il passo indietro riguarda, quindi, tutti i membri della bicamerale di M5s, Pd, Italia Viva e Alleanza Verdi Sinistra. Una decisione che giunge per il lungo stallo che investe la Vigilanza da oltre un anno, con la maggioranza che ha deciso di disertare buona parte dell'attività ordinaria non avendo mai incassato aperture dall'opposizione per la ratifica di Simona Agnes a presidente della Rai.
"Come componenti delle forze di opposizione della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, abbiamo rassegnato tutti, con effetto immediato, le nostre dimissioni. È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento" scrivono in una nota i capigruppo di opposizione in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, per il Partito democratico, Dario Carotenuto, per il Movimento 5 stelle, Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro, per Alleanza verdi e sinistra, e Maria Elena Boschi, per Italia viva. "Le anticipazioni dei nuovi palinsesti - aggiungono - confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista".










