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Uno a uno e palla al centro. Grazie a una "mediazione" della Questura si è, per il momento, scongiurata la prima protesta della nuova era Basile a Palazzo Zanca. Quella degli inquilini delle palazzine ex Gife, nel rione Ferrovieri, che, però, spiegano subito: "La manifestazione non è annullata, è solo sospesa, congelata".Si tratta di una decina di famiglie che convivono da quasi 18 anni con il degrado di un edificio pericolante e pieno di muffa, prima preso in affitto dal Comune che l'ha utilizzato appunto per gestire l'emergenza abitativa e di recente acquistato dalla società Patrimonio Messina S.p.A.Da tempo chiedono soluzioni alternative per quello che doveva essere un soggiorno "provvisorio" diventato quasi "maggiorenne". Stanchi dell'inerzia di Palazzo Zanca, i residenti – tra cui figurano minori e persone con gravi fragilità – avevano programmato un'occupazione pacifica dell'androne del primo piano del municipio, ma dopo l'annuncio della protesta questa mattina hanno incontrato al Comune il sindaco Federico Basile, l'assessora alle Politiche Sociali Alessandra Calafiore, il dirigente Salvatore De Francesco.
L'approccio iniziale avrebbe ricalcato vecchi schemi: «Prima parlavano di alloggi temporanei e poi di un nostro ritorno in questo stabile dopo i lavori, ma noi non siamo mica dei pacchi postali da spostare a piacimento». Assistiti dall'avvocata Annalisa Giacobbe, i cittadini hanno respinto al mittente ulteriori soluzioni provvisorie.Di fronte al muro contro muro, Palazzo Zanca ha proposto agli inquilini un nuovo incontro al Dipartimento Politiche della Casa per vedere se, tra gli ultimi acquisti della Patrimonio, ci sono immobili compatibili con la situazione delle famiglie.Ma dopo dopo 18 anni di promesse mancate, non sono più disposti a firmare cambiali in bianco. Nonostante i passi in avanti e le rassicurazioni, la diffidenza resta comprensibilmente alta, anche perché negli anni non si sono soltanto accumulati esposti, relazioni tecniche, e decine di sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e della Polizia Municipale che certificavano il degrado strutturale (perfino il portone d'ingresso rischia di staccarsi e crollare), ma anche promesse.







