Negli ultimi anni la mobilità connessa ha costruito una parte significativa del proprio valore su dati generati prevalentemente da veicoli endotermici: percorrenze, velocità, accelerazioni, frenate, consumi, modalità di utilizzo e informazioni diagnostiche. Su questi dataset si sono sviluppati modelli di scoring, sistemi predittivi, servizi assicurativi e piattaforme di fleet management sempre più evoluti.La diffusione dei veicoli elettrici apre però una fase nuova. Un EV non produce semplicemente gli stessi dati di un veicolo tradizionale in un formato diverso. Introduce nuove variabili legate a batteria, ricarica, autonomia, efficienza energetica e condizioni operative. Queste informazioni modificano il modo in cui le piattaforme di connected mobility interpretano il comportamento del veicolo, del conducente e, in parte, dell’infrastruttura energetica con cui il veicolo interagisce.Il tema è tutt’altro che teorico.Secondo ACEA, nel 2025 nell’Unione Europea sono state immatricolate 1.880.370 auto elettriche a batteria, pari al 17,4% del mercato delle nuove registrazioni. L’ICCT, considerando un perimetro europeo più ampio, indica per lo stesso anno una quota media BEV pari a circa il 20% nel 2025 mentre nei Paesi nordici più avanzati la quota EV, includendo BEV e plug-in hybrid, supera il 50% delle nuove registrazioni. La crescita non è quindi solo industriale o commerciale: aumenta anche la quantità di dati real-world provenienti da veicoli elettrici, con implicazioni dirette per assicurazioni, flotte, OEM e provider tecnologici.Indice degli argomenti
Mobilità elettrica, il vero valore passa dai dati dei veicoli - Agenda Digitale
La crescita dei veicoli elettrici introduce nuove variabili nei sistemi di connected mobility. Batteria, ricarica, autonomia, consumi energetici e crash detection impongono una revisione dei modelli telematici usati da assicurazioni, flotte, OEM e provider tecnologici









