La crescita della mobilità elettrificata sta ridisegnando le strategie dei ladri d’auto in Italia, delineando una trasformazione dei reati automobilistici. A rivelarlo sono i nuovi dati della ricerca Verti Movers, fatta dall’Osservatorio della compagnia assicurativa Verti, che ha analizzato i furti e le tipologie di vetture colpite nel periodo tra gennaio 2025 e maggio 2026.
La transizione ecologica sta modificando la composizione del parco circolante nazionale, che nell’ultimo arco temporale ha visto crescere le vetture elettriche del 46%, che tuttavia rappresentano una quota ancora del tutto minoritaria del mercato, e quelle ibride (vere best seller) del 63%. Cambiamenti che destano l’interesse della criminalità organizzata, spostando il baricentro delle attività illecite dal furto dei veicoli tradizionali a una micro-criminalità tecnologica e mirata.
Se da un lato il furto dell’auto considerata nella sua interezza subisce un crollo verticale del 35% proprio a favore delle vetture a basso impatto ambientale, dall’altro lato la sottrazione dei singoli componenti subisce un’impennata speculare del 43%. Nel mirino dei ladri finiscono non soltanto le preziose batterie ma anche centraline elettroniche, fari a led di ultima generazione e sofisticati display di bordo, tutti elementi ad alto valore tecnologico che alimentano un fiorente mercato nero dei ricambi di seconda mano. Molti di questi componenti, peraltro, condivisi coi veicolo ad alimentazione tradizionale.








